2000 metri quadrati

Emily è una bambina americana di sette anni.

Come tante sue coetanee, Emily desidera diventare una principessa.

E il padre, Jeremiah, ha fatto di tutto per accontentarla.

Conosciamo tutti gli anfratti più piccoli di questo vecchio pianeta che ci ha visto nascere e crescere, grazie ai satelliti posso contare i fili d’erba che crescono nel mio giardino (rasato da poco, visto che così per tutto l’inverno non dovrò più pensarci) e la storia ci ha insegnato dovrebbe averci insegnato tanto riguardo le dispute tra stati, ideologie e religioni.

Ma siamo così sicuri di conoscerlo così bene questo vecchio pazzo mondo?

Immagino che tutti sappiamo che la Terra è rotonda, o meglio un geoide: una sfera irregolare un po’ più schiacciata ai poli. Anche se sta (incredibilmente) riprendendo piede la teoria della terra piatta, vi assicuro che è rotonda. Una prova inconfutabile è la curvatura del campo da calcio di Holly e Benji, ai quali servivano puntate intere per raggiungere la porta avversaria e segnare un gol.

Inoltre sappiamo che esistono 196 nazioni in totale e che quasi tutti fanno parte dell’Organizzazione delle Nazioni Unite.

E ci sono due luoghi su questa Terra che non appartengono a nessuno.

Il primo di questi è la Terra di Marie Byrd, una regione dell’Antartide il cui scopritore, l’ammiraglio americano Richard Evelyn Byrd, nel 1929 decise di intotolarla alla moglie.

L’altra è un piccolo lembo di terra di appena duemila metri quadrati situato tra l’Egitto e il Sudan che viene chiamato Bir Tawil.

Tutto ebbe inizio alla fine del XIX secolo, quando il Regno Unito aveva l’egemonia incontrastata su questa regione africana. Durante la suddivisione dei territori, gli inglesi decisero di porre come confine tra Egitto e Sudan il 22° parallelo di latitudine nord, concedendo al primo il Triangolo di Hala’ib, una zona ricca di petrolio e al secondo il Bir Tawil, una zona desertica e senza sbocco sul mare. Naturalmente al Sudan questa scelta non piacque, rivendicando per sé il triangolo e lasciando all’Egitto il Bir Tawil. Ancora oggi non si capisce a chi appartengano i giacimenti di petrolio di Hala’ib, ma un fatto è certo: a nessuno interessa del piccolo Bir Tawil, rendendolo, di fatto, una terra di nessuno.

Ma c’è un “ma”. E questo “ma” si chiama Emily Heaton.

Come ho detto all’inizio, il padre di Emily ha fatto di tutto per rendere il suo sogno reale. E per “di tutto” intendo che il 16 giugno 2014 ha rivendicato il territorio del Bir Tawil come proprio piantandoci sopra una bandiera (alla vecchia maniera dell’Apollo 11) e rinominando il territorio Regno del Nord Sudan. Di fatto, con questo gesto, ha trasformato il territorio che nessuno voleva in un minuscolo regno di cui Jeremiah Heaton è il primo re e la figlia Emily è la prima principessa, realizzando così il suo più grande desiderio.

Come prova che non si trattasse di una messinscena, re Jeremiah ha chiesto formalmente all’ONU di riconoscere il Regno del Nord Sudan come 197° stato del pianeta e ancora oggi sta perorando la sua causa.

Flag of North Sudan

A Charlie piace che esistano ancora uomini capaci di sognare e capaci di smuovere letteralmente il mondo per vedere la propria figlia sorridere. Ma la cosa che mi ha fatto più pensare e che mi ha quasi fatto scendere una lacrimuccia (lo so, sono un tenerone) è stato il fatto che per la prima volta nella storia un uomo abbia conquistato pacificamente un pezzo del pianeta senza dichiarare guerra e senza spargimenti di sangue. So bene che il signor Heaton non è realmente il re del Bir Tawil e finché l’ONU non riconoscerà il suo regno questa favola rimarrà una favola, ma chissà… un giorno il riconoscimento potrebbe arrivare e sarà un giorno epocale. Se non per l’umanità intera, dimostrando che si può fare qualunque cosa pacificamente, sicuramente lo sarà per una bambina.