Vita 2.0: installazione in corso…

È una sensazione nuova. Qualcosa che non si è mai provato prima, ma che, nello stesso momento, sembra la cosa più vecchia e normale del mondo. Un po’ come aspettarsi qualcosa da tutta la vita, senza però sapere esattamente cosa.

La settimana appena trascorsa è stata la prima in cui Fidanzata e io ci siamo dedicati interamente alla nostra nuova casa. Già, avete capito bene: Charlie si accasa e lo fa insieme a Fidanzata. Naturalmente ci vorrà del tempo prima di poter chiudere la porta, lasciarsi andare sulla poltrona con il primo bottone dei pantaloni slacciato, frittatona di cipolle, birra ghiacciata e rutto libero (libera citazione di Fantozzi che so Fidanzata non approverebbe), ma come diceva Mary Poppins, “chi ben comincia è a metà dell’opera”.

La location: casa di nonno Mario e nonna Pierina, nella quale ho vissuto sin da piccolo bellissimi momenti e che conosco praticamente come le mie tasche. Che tuttavia ha bisogno di alcune opere di ristrutturazione, visto che ormai ha superato il secolo di vita.

Perciò quest’estate Charlie e Fidanzata la dedicheranno non (ahimé) alle ferie (anche se comunque qualcosa faremo ugualmente e sarete puntualmente aggiornati), ma al lavoro, trasformandosi in Chip e Johana di Case su misura (il programma di ristrutturazione delle case su Fine Living… dai che ve lo ricordate). Esattamente come capita a loro, anche la nostra lista delle “cose da fare” è molto lunga, ma a differenza di loro, il budget a nostra disposizione è… beh, per usare un’altra citazione (da Aladdin, questa volta), “piccolo piccolo, però c’è”.

Ci siamo già messi d’accordo con muratore, idraulico ed elettricista (impresa non da poco, devo ammettere) che nei prossimi mesi si alterneranno e si sovrapporranno chi per abbattere e tirare su muri, chi per togliere e mettere tubazioni di vario genere e chi per collegare con l’elettricità le zone più buie della casa. Insomma, ci sarà da sbizzarrirsi e per agevolare l’operato di queste figure professionali, Fidanzata e io ci siamo rimboccati le maniche, avvolto attorno ai capelli un bel foulard sgargiante e abbiamo dato una bella pulita generale per poi passare a fare ordine negli armadi e nelle credenze, passando in rassegna tutto ciò che c’era all’interno per fare una cernita (mannaggia, sono sempre più fiero del mio lessico) di ciò che era da salvare e ciò che invece era da scartare (e mi sono sentito molto Rudy Zerbi ad Amici della Maria nazionale).

E non avete idea della quantità di roba che abbiamo trovato.

Sì, perché uno solitamente pensa: dai, sarà un lavoro di una giornata o due, che sarà mai aprire delle ante, guardare cosa c’è dentro e scegliere che cosa fare?

E con cognizione di causa, posso affermare che è uno dei lavori più terribili che il genere umano abbia mai concepito.

La cucina era un campo di battaglia, disseminato di pentole, padelle, tegami, contenitori, bollitori, caffettiere, tazze, tazzine, piatti, piattini, forchette, coltelli e cucchiai (ora rileggete tutto senza prendere fiato e proverete la stessa dispnea che ho avuto io nei giorni scorsi forse per la polvere, forse per la quantità di oggetti); il tavolo della sala da pranzo era invaso da oggetti di qualunque genere, scartoffie varie, monili e suppellettili (che in Piemonte vengono chiamati ciapapuer, ovvero acchiappapolvere) con i quali abbiamo dovuto contrattare un po’ di spazio per poter fare colazione, mentre il salotto… beh, immagino che abbiate capito.

Il “lavoretto” che doveva durare un paio di giorni si è quindi protratto per tutta la settimana e non è ancora terminato, perché all’appello manca ancora un armadio con le meraviglie che può contenere (per la serie “la casa avrà anche vinto questa battaglia, ma non la guerra”).

Ma dal caos spesso può nascere qualcosa di buono. E questa settimana ha visto nacere molte cose buone, cose che a Charlie piacciono e anche molto.

Le fotografie, ad esempio. Nelle quali mi sono rivisto bambino (e fa un certo effetto vedersi piccolo per me che sono alto quasi due metri) e accanto ai miei nonni, sorridenti e felici. Ho visto i miei genitori quando avevano la mia età e le vacanze che trascorrevamo insieme. E tante altre fotografie, di persone che ho conosciuto e di altre che non ho conosciuto, di bisnonni e di zii, di momenti dimenticati e di abbigliamenti obbrobriosi (perché le foto hanno anche questo brutto vizio).

E poi tanti ricordi. Di quando mio nonno mi raccontava della Seconda Guerra Mondiale, di quando faceva il ferroviere, di quando i miei genitori si sono sposati. Ho ritrovato le mie biglie con cui giocavo da piccolo e i Mighty Max (chi se li ricorda?) che collezionavo e che costavano diecimila lire ciascuno.

E soprattutto il tempo. Il tempo trascorso insieme a Fidanzata a sudare (maledetta afa estiva), a pianificare i prossimi acquisti, a progettare la disposizione delle stanze nella nostra nuova casa, a scegliere i pavimenti e a posizionare gli acquisti già fatti: una mini serra per le piante, una lampada da terra (il cui paralume dev’essere stato progettato da Satana in persona) e un ombrellone da giardino regalatoci dai nonni di Fidanzata. Insomma, il tempo trascorso ad amare Fidanzata.

E questo è l’inizio della mia Vita 2.0. L’inizio di qualcosa che aspetto da sempre, solo dovevo trovare la persona giusta. E Fidanzata è assolutamente la persona giusta con cui costruire una nuova casa, una nuova vita e un nuovo futuro.

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